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Pmi: commercialisti, no restrizioni a Albo per crisi impresa

Presidente de Nuccio scrive a ministra Cartabia

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 16 GIU - "Non è opportuno circoscrivere, attraverso il richiamo esclusivo agli incarichi ricevuti, l'ambito dei professionisti che possono essere iscritti nell'albo dei soggetti incaricati delle funzioni di gestione e controllo nelle procedure disciplinate nel Codice della crisi, e non consentire, invece, un allargamento a professionisti dotati delle competenze aziendalistiche necessarie in situazioni di continuità aziendale". Questo quanto evidenziato dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, in una lettera inviata alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, al sottosegretario della Giustizia, Francesco Paolo Sisto e alla presidente della Commissione per la revisione del Codice della Crisi dell'impresa e dell'insolvenza, Ilaria Pagni.
    A giudizio del vertice dei professionisti, "è il momento in cui le competenze aziendalistiche maggiormente occorrerebbero per affrontare il rischio di un numero rilevante di crisi aziendali, a causa", tra l'altro, "delle conseguenze della pandemia e del conflitto ucraino sul costo delle materie prime e dell'energia" e viste le novità apportate dalla Direttiva Insolvency al ruolo di Commissario giudiziale. "Il riferimento esclusivo, ai fini del primo popolamento dell'Albo, agli incarichi già ricevuti - scrive de Nuccio - rischia di creare un cortocircuito, perché i soggetti che verrebbero incaricati sarebbero solo quelli che già hanno ricevuto incarichi solo negli ultimi anni, e ciò penalizzerebbe chi ha esperienze in corso, il cui incarico risale a qualche anno prima, ma soprattutto i più giovani e tutti coloro che, nell'attesa dell'attuazione del percorso formativo ministeriale, hanno comunque assolto ad obblighi formativi nella materia della ristrutturazione aziendale e della crisi d'impresa". Per il numero uno dei commercialisti, "dunque, è indispensabile che il primo popolamento dell'Albo valorizzi, per chi non può contare sul numero degli incarichi, la specifica competenza risultante da evidenze oggettive, quali pubblicazioni su riviste scientifiche, relazioni a convegni di riconosciuto livello, docenza a corsi di formazione sul Codice della Crisi di impresa e della insolvenza tenuti dagli Ordini o dalle Università, oppure la già avvenuta frequenza dei medesimi corsi di formazione", si chiude la nota. (ANSA).
   

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