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Prof taglia ciocca capelli a studentessa iraniana, proteste

A Roma. Il Comune, a violenza non si risponde con violenza

(ANSA) - ROMA, 29 SET - Il docente di un istituto superiore del centro di Roma ha tagliato una ciocca di capelli ad una studentessa iraniana in quanto, secondo lui, viste le sue origini, la ragazza dovrebbe partecipare così alle lotte che stanno scuotendo l'Iran in questi giorni dopo l'uccisione di Mahsa Amini, la giovane 22enne della cui morte è accusata la 'polizia morale' del paese, che l'ha fermata perché non indossava correttamente il velo. La notizia viene riportata dal quotidiano La Repubblica. "Il gesto arbitrario del docente di un Liceo di Roma è lesivo della dignità e della libertà della studentessa di origine iraniane, che è stata costretta, suo malgrado, a vedersi tagliare una ciocca di capelli dall'insegnante che voleva costringerla a esprimere solidarietà alla donna arrestata nel suo Paese, per non aver indossato il velo. Condanniamo questo gesto perché priva la ragazza della sua indipendenza di pensiero e di azione, oltre ad averla esposta anche al pubblico ludibrio in classe. Alla violenza non si risponde con altrettanta violenza", commentano Daniele Parrucci, consigliere delegato alle Scuole Città metropolitana di Roma e Tiziana Biolghini, consigliera delegata Pari opportunità, Politica sociale, Cultura, Città metropolitana di Roma. Sulla stessa linea i dirigenti scolastici di Anp. "Non si può che esprimere completo dissenso", dice Cristina Costarelli, preside del liceo scientifico romano Newton e presidente dell'Associazione presidi del Lazio. "A scuola si approfondisce l'attualità ma senza farne motivo di riferimenti personali e alla cultura degli studenti - prosegue la dirigente scolastica - che a scuola sono tutti assolutamente uguali. Quanto accaduto è gravissimo, il docente deve tutelare la parità di condizioni tra tutti gli studenti, andare a compiere un gesto del genere è molto grave. La scuola è aperta, laica, deve rispettare i principi di uguaglianza e parità. Sottolineare una differenza culturale è da contrastare in tutti i modi. La ragazza ha visto lesa la sua dignità che dovrebbe essere tutelata, ed è stata danneggiata". (ANSA).
   

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