Le regioni chiedono l'indipendenza dall'energia russa

I rappresentanti locali italiani accolgono le raccomandazioni

Redazione ANSA

BRUXELLES - Un'Unione europea indipendente dai combustibili fossili, soprattutto dall'energia proveniente dalla Russia, allo stesso tempo capace di proteggere i cittadini dall'inflazione e di mantenere fede al Green deal. È quello che chiedono i membri del Comitato europeo delle Regioni, adottando una risoluzione sul piano RePowerEu per la sovranità energetica e una serie di pareri sulla sostenibilità presentati in plenaria.

Fra gli italiani presenti l'assessore comunale di Signa (Firenze) ed ex relatore per la riqualificazione energetica degli edifici, Enrico Rossi, ha risposto a una domanda dell'ANSA spiegando che "riaprire le centrali a carbone" in Italia "significherebbe tornare indietro e contraddire gli obiettivi che ci siamo dati". Rossi ha criticato l'opzione di rivolgersi per gas e petrolio ad altri paesi "spesso politicamente analoghi, non certo democrazie, ma con un segno dittatoriale molto forte". Ha inoltre suggerito la possibilità di "fare molto di più in Italia soprattutto per quanto riguarda il fotovoltaico sui tetti dei capannoni industriali" o la riduzione del riscaldamento in inverno e viceversa l'uso dei condizionatori in estate.

Gli ha fatto eco il presidente della provincia di Lucca, Luca Menesini, che durante la riunione ha menzionato l'uso dell'idrogeno verde e le comunità energetiche come possibili soluzioni alla crisi dell'approvvigionamento. "Altrettanto importante è semplificare, sburocratizzare i processi autorizzativi" oltre agli "investimenti" e allo "sviluppo delle energie rinnovabili nell'Ue" per cui "l'obiettivo dovrebbe essere incrementato al 45%", ha detto Menesini.

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