Non solo palio, Siena dagli etruschi alle biccherne

Comune rilancia meraviglie e curiosità da archivio a pinacoteca

di Silvia Lambertucci ROMA

SIENA - Il testamento di Boccaccio e la multa per schiamazzi notturni a Cecco Angiolieri, da scoprire all'Archivio di Stato insieme con un viaggio affascinante nel coloratissimo mondo delle Biccherne, le copertine in legno che dal XIII secolo l'amministrazione cittadina ha usato per proteggere i registri finanziari. Ma anche le enormi corsie affrescate, gli armadi delle meraviglie, i luoghi più segreti dell'enorme complesso di Santa Maria alla Scala, che dal '300 e fino agli novanta del '900 ha ospitato l'ospedale cittadino. Oppure gli ori e le madonne piene di tenerezza della pittura trecentesca, da scoprire una ad una trattenendo il fiato nelle sale della pinacoteca, dove guardi fuori e ti sembra di precipitare in un tempo lontanissimo, a perdita d'occhio gli stessi paesaggi di allora, i palazzi con le loro torri e intorno la campagna che si ritrova nei dipinti di Ambrogio Lorenzetti, Simone Martini, Duccio di Buoninsegna.

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    Dopo due anni di innaturale stop, Siena torna a pensare al Palio, che si correrà il 2 luglio tra l'emozione di tutti. Ma intanto, con i turisti che già animano a frotte le strade e le piazze del centro storico e un afflusso che si avvicina ai dati pre Covid, l'amministrazione cittadina con il sindaco Luigi De Mossi fa quadrato con i musei e gli istituti di cultura per svelare i suoi tesori, anche quelli meno frequentati rispetto alle tappe obbligate dei tour. "Questa è una città di sentimenti", sorride Pasquale Colella Albino, assessore alla cultura, per sei anni priore della pantera. Una città dal cuore antico dove le 17 contrade, appunto, sono ancora l'anima del tessuto sociale, "sentimenti da vivere e condividere, impegno costante e partecipazione", per dirla con le parole dell'appassionato assessore.
    Ed è anche per questo, per entrare nell'anima di questa città così particolare, che vale la pena di lasciare piazza del Campo per entrare nello storico Palazzo Piccolomini, che ospita un archivio di Stato tra i più ricchi d'Italia, con documenti che vanno dal 736 ai giorni nostri. A rendere unico questo posto - per mancanza di personale aperto purtroppo solo il sabato - è la collezione di 105 Biccherne dipinte tra il 1258 e gli inizi del XVIII secolo con quadretti di vita che nelle mani degli artisti cittadini sono diventati piccoli grandi capolavori. Poco più in là, proprio in faccia al Duomo, l'enorme Santa Maria della Scala, con i suoi sette livelli, quattro dei quali interrati, è un posto dove ci si può perdere per una giornata intera o anche molto di più. Una città nella città, con i suoi musei, che vanno dagli etruschi all'arte contemporanea, e gli infiniti percorsi. Dal fascino del pellegrinaio, dove dalla nascita dell'ospedale - intorno all'anno mille - venivano accolti, sfamati e curati i pellegrini, all'opulenta collezione di reliquie e reliquiari fatti arrivare dalla lontana Bisanzio, e poi le grandi corsie per i malati con gli affreschi quattrocenteschi di Domenico di Bartolo, la cappella del manto con le sue volte trapunte di stelle, persino una 'strada interna' , in pratica una via medievale inglobata nei secoli dal complesso che via via si ingrandiva e rimasta esattamente com'era, straordinario palinsesto stratigrafico ancora oggi oggetto di studio. Tanti dei capolavori nati per Santa Maria della Scala sono esposti poi nelle sale della non lontana Pinacoteca, sede della più importante raccolta di dipinti su tavola a fondo oro del Trecento e del Quattrocento senese. "Una collezione conosciuta in tutto il mondo", sottolinea orgoglioso lo storico dell'arte Axel Hémery, da pochi mesi alla guida del nuovo complesso museale autonomo di cui la pinacoteca è il cuore più prezioso.
    Ancora troppo poco conosciuto, però, se si pensa che la media dei visitatori qui è di 20 mila l'anno, come del resto a Santa Maria della Scala. "Dobbiamo rivedere allestimento e didascalie, manca personale per l'accoglienza", spiega Hémery. Una sfida che di certo richiederà del tempo, ma la direzione è tracciata: "Per i senesi prima di tutto e per i turisti- promette Hémery- porteremo qui tutto quello che deve avere un museo moderno".

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