Il giallo della donna nascosta nel dipinto

Esperti del Cnr svelano 'cold case' in un dipinto di 4 secoli fa

Luciano Fioramonti

LONDRA - Il volto di una donna, le foglie che ornavano i capelli, il suo vestito rosso sono rimasti nascosti per quasi quattro secoli sotto i colori stesi successivamente dall' autore del quadro. A chiarire questo "cold case" della pittura sono stati gli esperti dell' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Cnr grazie all' immagine ottenuta con il loro scanner a raggi X speciale chiamato Landis-X. Tecnici e ricercatori sono volati a Norwich, in Inghilterra, per passare al vaglio in vista del restauro "The Paston Treasure", opera di grandi dimensioni e quindi difficile da spostare, e che ora è in mostra nel Castle Museum. Il dipinto, considerato una importante testimonianza pittorica della storia dell' arte inglese, fu commissionato da Sir William Paston a un pittore itinerante fiammingo nel XVII secolo.

Gli esami degli specialisti hanno permesso, per la prima volta, di evidenziare i dettagli della donna, dipinta in precedenza e poi coperta, e ipotizzare che facesse parte della famiglia Paston. La figura si trova in alto a destra in corrispondenza dell'orologio a parete. "Queste straordinarie immagini realizzate dai ricercatori italiani - ha sottolineato Francesca Vanke, Conservatrice e curatrice delle arti decorative al Norwich Castle Museum - ci hanno consentito di ricostruire completamente tutti gli strati pittorici e riportare alla luce la composizione originale. Le immagini evidenziavano i dettagli pittorici di una donna, come il viso, il fatto che portasse un vestito rosso e un'acconciatura dei capelli ornata da foglie decorative". Gli storici dell' arte formulano ipotesi diverse sulla donna nascosta nel dipinto: potrebbe ritrarre una persona reale o una figura allegorica o entrambe. Se si trattasse di una persona realmente esistita la candidata più probabile è Lady Margaret Paston, seconda moglie di Sir William Paston, il committente del dipinto.

La scoperta si deve a un team di ricercatori dei Laboratori Nazionali del Sud dell'Istituto di Fisica Nucleare (Infn) e dell'Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam) del Cnr. "Nonostante le dimensioni importanti del dipinto, la tecnica di imaging real-time dello scanner mobile Landis-X ha permesso di documentare compiutamente l'opera - commenta Claudia Caliri, dei Laboratori Nazionali del Sud -. Attraverso le immagini delle distribuzioni elementali ottenute durante le misure è stato possibile conoscere la natura dei pigmenti impiegati dall'artista e studiarne il suo processo creativo". I ricercatori hanno fotografato "The Paston Treasure" con l'innovativo scanner Landis-X progettato e sviluppato nel laboratorio di analisi non distruttive (Landis) dei Laboratori Nazionali del Sud di cui porta il nome, in sinergia con il Cnr; il laboratorio Landis fa parte della rete dell'Infn dedicata alle applicazioni per i beni culturali Chnet (Cultural Heritage Network). "Landis-X è l'unico sistema mobile di fluorescenza X a scansione ultra-rapida basato su tecnologia real-time, in grado di fornire dal vivo a conservatori e storici dell'arte, le immagini della distribuzione dei pigmenti sulla superficie pittorica ad elevatissima risoluzione (fino a 30 micron)", dice Paolo Romano, del Cnr-Ibam, ideatore dello scanner e responsabile delle misure Ma-Xrf sul Paston Treasure.

"I risultati ottenuti hanno consentito di studiare il processo pittorico dell' artista itinerante olandese e di verificare lo stato di conservazione dell'opera". Il volto di donna nascosto non è l'unico dettaglio di rilievo emerso dallo studio del dipinto. Le immagini ai raggi X (corrispondenti a sei milioni di misure effettuate sul dipinto in 16 ore) hanno permesso di identificare la tavolozza dei pigmenti tipica del periodo fiammingo, basata sull'uso di smalto a base di cobalto, resinato di rame, rosso vermiglio, giallo di stagno, orpimento e ocre. "Il dipinto - è stato spiegato - è uno dei primi esempi nella storia dell'arte inglese a rappresentare l'opulenza e le ricchezze accumulate dalle nobili famiglie terriere del tempo, descrivendone allegoricamente la loro stessa caducità e fugacità. L'opera, una tela a olio di grandi dimensioni (240x 165 cm), è un vero affresco narrativo socio-culturale del diciassettesimo secolo". Il quadro fa parte della collezione permanente del museo della città, 160 km a nord-est di Londra. Un breve documentario intitolato "The Paston Treasure: Un dipinto come nessun altro" spiega, grazie all' analisi tecnica e alle immagini svviluppate dai ricercatori, come è stata realizzata l'opera contribuendo a risolvere gli enigmi e i ripensamenti che la mano dell'artista ha disseminato nel quadro.

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