È in Indonesia il rifugio delle mante, avvistate più di 1.000

Grazie a sforzo congiunto di ricercatori e operatori subacquei

Redazione ANSA
Oltre 1.000 mante, i grandi pesci piatti a forma romboidale che raggiungono i 5-6 metri di larghezza, sono state avvistate nel Parco Nazionale di Komodo in Indonesia, un’area protetta patrimonio mondiale dell’Unesco che copre 1.817 chilometri quadrati tra mare e diverse isole. La scoperta si deve allo sforzo congiunto della Fondazione statunitense per la Megafauna Marina della Florida e gli operatori subacquei che lavorano all’interno del parco, che sono riusciti a scattare più di 4.000 fotografie ai tantissimi esemplari. Secondo gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista PeerJ, l’area potrebbe essere la chiave per il recupero delle specie minacciate.

Una delle mante del Parco nazionale di Komodo (fonte: www.naturetripper.com)
“Sono rimasta stupita dalla ricettività della comunità subacquea locale nell'aiutare a raccogliere i dati necessari su questi animali minacciati”, commenta Elitza Germanov, alla guida del gruppo di ricerca. “Le mante sono uno degli animali più iconici dei nostri oceani”, aggiunge Andrea Marshall, uno degli autori dello studio. “L'aumento del numero di persone che fanno immersioni subacquee e snorkeling – continua Marshall – così come l'avvento di macchine fotografiche subacquee a prezzi accessibili, hanno fatto sì che foto e video fatti dai turisti potessero essere utilizzati per velocizzare di molto la raccolta dei dati”.

Veduta aerea del Parco nazionale di Komodo (fonte: Simon Pierce, www.naturetripper.com)
Le immagini raccolte sono andate ad arricchire il grande database online MantaMatcher, che identifica e cataloga le popolazioni di mante in tutto il mondo. Le informazioni relative a tempo e posizione sono poi state utilizzate per costruire cronologie di avvistamento per ogni esemplare, che possono quindi essere analizzate per ricostruirne i movimenti. I risultati mostrano che i luoghi in cui i turisti osservano comunemente le mante sono importanti per l'alimentazione, la pulizia e l'accoppiamento di questi animali. Secondo i ricercatori, ciò significa che il Parco Nazionale di Komodo dovrebbe prendere contromisure per limitare il disturbo in queste zone.
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