Mangiare più frutta e verdura può giovare a salute dei reni

Serve più attenzione da specialisti quando consigliano pazienti

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - Mangiare più frutta e verdura può giovare anche alla salute dei reni. Una delle caratteristiche comuni individuate infatti in chi è colpito da malattia renale cronica è l'inclusione di meno frutta e verdura nell'alimentazione quotidiana. Lo rileva una ricerca della University of Virginia School of Medicine pubblicata sul Journal of Renal Nutrition.
    I ricercatori hanno analizzato i dati sui modelli alimentari di frutta e verdura da tre cicli del National Health and Nutrition Examination Survey, un sondaggio sull'alimentazione, condotto tra il 1988 e il 2018. Tenuto conto dei dati demografici, della circonferenza della vita e della presenza di diabete e ipertensione tra i partecipanti al sondaggio, dallo studio è emerso che le persone con malattia renale cronica avevano maggiori probabilità di avere un modello alimentare che includeva meno frutta e verdura rispetto a quelle senza la condizione.
    Nel primo ciclo di indagine (1988-94), il 51,83% dei pazienti con insufficienza renale cronica è stato classificato in un modello con basso consumo di frutta e verdura, rispetto al 47,66% delle persone senza la malattia. Nel secondo ciclo di indagine (2003-10), il 46,26% dei pazienti con insufficienza renale cronica è stato classificato nel modello a bassa assunzione, rispetto al 40,88% delle persone senza la condizione. Nel ciclo di indagine finale (2011-18), il 47,87% dei pazienti è stato classificato nel modello a bassa assunzione, rispetto al 45,76% delle persone senza la malattia.
    "Il consumo di più frutta e verdura è fortemente legato allo stato di salute in molte malattie diverse - conclude Julia J.
    Scialla, una delle autrici dello studio - dobbiamo stare attenti a non scoraggiare inutilmente una sana assunzione di questi alimenti quando forniamo consigli nutrizionali ai pazienti con insufficienza renale cronica, come quello di ridurre l'assunzione di potassio". (ANSA).
   

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