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Incentivi auto: Case unite nelle critiche, ma strategie diverse

Dai listini ribassati alla conferma del full-electric

VERONA ANSAcom

Il mondo dell'auto si riorganizza alla luce degli incentivi appena varati: la speranza è che diano fiato a un mercato in caduta libera e fiaccato anche da pandemia, crisi dei chip e - ora - la guerra.
    L'intera filiera è in questi giorni riunita a Verona per l'Automotive Dealer Day: se le reazioni agli aiuti di Stato sono unanimi - tutti li salutano con favore, ma li ritengono solo un primo passo, e con vincoli al momento troppo stretti - le strategie commerciali dei singoli brand, invece, differiscono sensibilmente.
    La maggior contrazione, d'altra parte, si rileva nelle auto medio-piccole, a fronte di cifre record registrate dai brand più esclusivi e che non hanno patito la crisi.
    Se il gruppo Koelliker, proprietario di otto marchi asiatici tra cui Mistubishi, Ssangyong e Aiways, spera in una forte ripartenza anche dei veicoli commerciali per voce del presidente Marco Saltalamacchia, più prudente è il presidente di Volvo Italia e Unrae, Michele Crisci. Anticipa un riposizionamento sotto i 35mila euro dell'XC 40 e ribadisce il totale abbandono dei motori termici della casa svedese entro il 2025. Raffaele Fusilli, ceo di Renault Italia, sulla scia della Renaulution annunciata mesi addietro dal presidente del gruppo, Luca De Meo, punta tutto sulla Megàne full electric che, grazie agli incentivi, diventa decisamente più abbordabile. Elettrificazione parola d'ordine anche in casa Kia: con l'avveniristica EV6 fresca della nomina di auto dell'anno, Giuseppe Bitti - presidente e ad della costola italiana del gruppo - sottolinea che la casa coreana è pronta ad affrontare nuove sfide nel nome della sostenibilità ambientale. Rafforza le iniziative di controllo e garanzia dell'usato Audi Italia, che per voce del direttore vendite Vincenzo Vavalà assicura una seconda e una terza vita alle vetture del marchio dei Quattro Anelli.
    In totale controtendenza il gruppo DR Automobiles: il marchio di Macchia d'Isernia, forte della strettissima collaborazione con la Cina, non patisce la crisi dei chip e macina risultati di crescita a tre cifre, garantendo la consegna delle vetture dei marchi del gruppo entro poche settimane dall'ordine. Ma non basta, perché al MiMo - anticipa il direttore comunicazione e marketing, Massimo Di Tore - saranno presentati altri due brand sempre del gruppo Di Risio: con posizionamento un po' più elevato, aggrediranno anche il mercato di grandi suv, fuoristrada e pickup per ora assente dai listini.
    Tira le fila Francesco Naso, segretario generale di Motus E.
    Secondo le indagini dell'associazione le auto elettriche sono le più ambite dalla massa dagli automobilisti, ma i prezzi elevati, l'infrastruttura carente e ora anche le lungaggini nelle consegne scoraggiano i più. "Attendevamo da tempo gli incentivi - conclude - ma così come sono strutturati non sposteranno di molto il mercato. Serve una spinta maggiore per rendere le auto elettriche davvero per tutti". 

In collaborazione con:
Quintegia

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