F1: Binotto-Ferrari, è addio: "Lascio un team pronto a vincere"

Si dimette dopo 28 anni a Maranello, Vasseur in pole per il suo posto

Redazione ANSA TORINO

Nel day-after dell'imprevisto e improvviso terremoto alla Juventus, arrivano le attese dimissioni di Mattia Binotto dalla Ferrari. Un commiato che, invece, dopo le ricorrenti indiscrezioni era ormai nell'aria, al termine di una stagione di Formula 1 a due facce, cominciata benissimo per la Rossa, ma conclusa con mille interrogativi su una vettura involuta e in perdita costante di prestazioni, tra errori e strategie discutibili, di fronte alla super Red Bull di Max Verstappen ed alle Mercedes tornate in auge. Al suo posto, al netto dei rumors ricorrenti sul francese Frederic Vasseur, nel 2022 alla guida di Alfa Romeo-Sauber e molto vicino a Charles Leclerc, la Rossa ha avviato un processo per identificare il nuovo Team Principal della scuderia Ferrari che dovrebbe concludersi nel nuovo anno, ovvero nel 2023. A mettere nero su bianco l'addio di Binotto è arrivato un lungo comunicato della Ferrari, con l'accettazione delle dimissioni ed i ringraziamenti ed i saluti di rito dell'ad del Cavallino Rampante, Benedetto Vigna.

"Desidero ringraziare Mattia per i suoi numerosi e fondamentali contributi nei 28 anni passati in Ferrari, e in particolare per la sua guida che ha portato il team ad essere di nuovo competitivo nella scorsa stagione. Grazie a questo - sottolinea Vigna - siamo in una posizione di forza per rinnovare il nostro impegno, in primo luogo verso i nostri incredibili fan in tutto il mondo, per vincere il più importante trofeo nel motorsport".

Un Mondiale piloti - che manca a Maranello dal 2007 quando fu Kimi Raikkonen a coronare una incredibile rimonta - per il quale la Ferrari all'inizio della stagione era sembrata tornata in lotta, grazie ad una vettura che aveva interpretato meglio di tutti le nuove e rivoluzionarie regole tecniche del Circus. La F1-75, però, nel corso della stagione si è persa via via, tra incredibili errori ai box e probabilmente anche la decisione strategica che si è rivelata controproducente di puntare su entrambi i piloti piuttosto che su uno solo, evidentemente Charles Leclerc, come fatto, invece, dai rivali diretti della Red Bull con Max Verstappen, laureatosi per la seconda volta di fila campione del mondo.

"Con il dispiacere che ciò comporta ho deciso di concludere la mia collaborazione con Ferrari - il saluto di Binotto -. Lascio un'azienda che amo con la serenità che viene dalla convinzione di aver compiuto ogni sforzo per raggiungere gli obiettivi prefissati. Lascio una squadra unita e in crescita. Una squadra forte, pronta, ne sono certo, per ottenere i massimi traguardi, alla quale auguro ogni bene per il futuro. Credo sia giusto compiere questo passo, per quanto sia stata per me una decisione difficile. Ringrazio tutte le persone della Gestione sportiva che hanno condiviso con me questo percorso, fatto di difficoltà ma anche di grandi soddisfazioni". Quelle soddisfazioni che nella seconda parte della stagione sono mancate e che hanno determinato fatalmente la separazione tra la Rossa e il team principal che ha il merito d'aver riportato il Cavallino, come del resto vuole e merita la sua storia, in lotta con le altre big della Formula 1.

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